2 Luglio 2010
La mia malattia era un desiderio perenne e straziante un punto fisso e lontano da raggiungere a tutti costi. Poco importava delle conseguenze che avrebbe procurato. Era un grido di aiuto disperato e muto, una richiesta d’amore agoniata nel silenzio. L’unica soluzione era abbattere il corpo per elevare lo spirito. Era pura follia.
